Ritratto

Nathalie Decoster

Nathalie Decoster è un’artista francese nata nel 1965.

In Francia il suo lavoro gode di una grande visibilità, ne sono un esempio l’installazione di 9 sculture monumentali sugli Champs Elysées nel 2009, 2 sculture monumentali esposte all’aeroporto Roissy Charles de Gaulle, e nell’atrio dell’Hôtel Mandarin Oriental a Parigi.

Nathalie Decoster è un’artista affermata anche a livello internazionale, il suo lavoro è conosciuto un po’ ovunque nel mondo. Diverse sue sculture sono conservate nel Museo della scultura brasiliana (MUBE) di San Paolo, altre esposte nelle vie di Shanghai o sulle rive del Lago di Como.
È conosciuta inoltre per le sue numerose collaborazioni con interlocutori di fama come la manifattura di orologi di lusso Jaeger Lecoultre, la casa di alta moda Louis Vuitton e anche l’università EDHEC.

Mostre principali

  • Venezia - Biennale d’arte contemporanea, itinerario Intime Venice, 2019
  • Toscana – artista ospite, Itinerario Panzano Arte, 2019
  • Hong Kong - French May Festival – artista ospite, esposizione Pacific Place, maggio 2018
  • Parigi - Aeroporto Roissy Charles de Gaulle, acquisizioni, 2018
  • Chengdu - acquisizione di 3 sculture, 2017
  • Saint-Paul de Vence - esposizione Art en Ciel, estate 2016
  • Megève - Megève welcomes Nathalie Decoster, esposizione, ottobre 2015 – aprile 2016
  • Lago di Como- Villa Lario, esposizione primavera/estate 2015
  • Macao - Biennale des Lions, esposizione e acquisizione, 2014
  • Shanghai - acquisizione, ottobre 2014
  • Londra - Hotel The Grove, Chandler’s Cross, diverse acquisizioni
  • Hong Kong - Bel Air, acquisizione, 2012
  • Abbaye de la Celle - Alain Ducasse, acquisizioni, 2011
  • Ginevra - La Réserve, esposizione, 2011
  • Bordeaux - Château Smith Haut Laffite, acquisizione, 2011
  • Canada - Mission Hill Winery, esposizione, 2011
  • Cannes - Festival di Cannes, esposizione, 2011
  • San Paolo - Museo della Scultura brasiliana, esposizione monografica, 2010
  • Parigi - Mandarin Hotel, acquisizione, 2009
  • Saint-Jean-Cap-Ferrat - Musée de la Villa Ephrussi de Rothschild, esposizione, 2008
  • Ile Maurice - Saint Géran, esposizione, 2006

Le sculture di Nathalie Decoster sono per gran parte in bronzo e spesso rappresentano delle figure inscritte dentro forme geometriche. L’intento dell’artista è trasmettere un messaggio sulla condizione umana, sul rapporto dell’uomo con il tempo e con le sue fragilità. Senz’altro la sua opera più conosciuta e che più di altre la rappresenta è la figura androgina che cammina all’interno di un cerchio. Con leggera ironia l’artista mette in risalto per il suo pubblico le piccole assurdità della vita umana e gli indica il cammino verso la serenità.

Conversazione

con Nathalie Decoster, artista ospite

Il tuo approccio filosofico ti ha permesso di creare un linguaggio umanista e universale che è ormai divenuto il tuo segno distintivo. Da dove trae origine, e in quale forma si presenta?

La filosofia è una parte molto importante del mio mondo e affronta la condizione umana. Per questo motivo nella materia bruta delle mie sculture vi è sempre e comunque una rappresentazione dell’uomo.
Sono come messaggeri universali, piccoli o monumentali che siano, e permettono a ciascuno di identificarsi facilmente. Sono sempre racchiusi in una forma geometrica, un cerchio, un quadrato, un cubo, a volte mobile… Questo fedele messaggero esplora la nostra condizione umana e cerca di offrirci una chiave di accesso che ci guidi nella ricerca della serenità.
È dalla filosofia di Seneca che ho tratto i fondamenti di questo mio approccio artistico, laddove ciascuna delle mie sculture soffia dentro di noi un segreto di vita, una chiave d’accesso per una pace più profonda.

Quanto è importante la nozione di tempo nella tua filosofia?

Molte delle mie opere esplorano la relazione che instauriamo con il tempo e la natura, sono il frutto di un lungo lavoro e di una riflessione di oltre dieci anni sul tema.

Il pubblico conosce il mio lavoro soprattutto attraverso la scultura iconica del Temps qui passe.
Si tratta della rappresentazione di un uomo che cammina all’interno di un cerchio, sembra quasi che giochi e rappresenta una visione positiva dello scorrere del tempo, e alla fine ci permette di accedere alla saggezza.

Siamo sempre più prigionieri dell’ansia in questa nostra società moderna, e in perenne debito di tempo, con il mio lavoro cerco di veicolare un messaggio di speranza, mostrando che nel corso della vita l’uomo avanza verso la saggezza.

Come affronti il tema della fragilità umana nelle tue sculture?

Mi interessa molto mostrare la fragilità dell’essere umano nelle mie opere. È una dimensione che mi attrae perché di solito tentiamo di dissimularla agli occhi di tutti. La fragilità in realtà ha qualcosa che affascina ed è molto intrigante da esplorare. Volerla nascondere è pura utopia.

Ad esempio, tempo fa ho realizzato una scultura cubica dal titolo Frailty Cube, che rivela una figura umana all’interno di una grande struttura cubica. Si potrebbe pensare che questo cubo monumentale protegga l’uomo, ma è solo un’illusione perché in realtà il vento l’attraversa…

Il tuo lavoro è anche pervaso di ironia, e spesso ti prendi gioco delle assurdità della vita di noi individui moderni. Come esprimi questo sentimento nelle tue opere?

Sì, certo, ho creato anche sculture più giocose e leggere, quale ad esempio Saute-mouton, che ritroverete nell’itinerario di Panzano Arte. È un riferimento all’infanzia, al tempo che passa e all’espediente che tutti noi ben conosciamo di contare le pecore per addormentarci.

Attraverso queste genere di opere voglio sollecitare il pubblico a staccare la spina, un gesto sempre più difficile nella nostra società moderna in cui tutto deve essere sempre sotto controllo. Ad esempio, la scultura Dans la lune indaga proprio il concetto di abbandonare la presa, di lasciarsi andare, un sentimento che più di altri oggi ci fa sentire paradossalmente in colpa. Le mie sculture vogliono essere una fonte di ispirazione verso un percorso spirituale.

Come ti ha ispirato il borgo di Panzano e in che modo Panzano Arte trova corrispondenza nel tuo lavoro?

Lavoro a livello internazionale, e di solito più all’estero che in Francia. Ho esposto in Cina, a Hong Kong, negli Stati Uniti, in Brasile, in Messico e in Europa. Tuttavia esporre qui a Panzano è stato come un sogno che diventa realtà. Potrei dire che si tratta di un affare di cuore.

L’atmosfera che si respira, la dimensione umana del borgo, l’intensità del paesaggio; questa autenticità così rara da trovare è in totale sintonia con la mia filosofia e la mia ricerca. L’incontro con questo luogo è stato per me un colpo di fulmine e ho percepito un legame fortissimo.

Quando Mila Sturm, la curatrice della mostra, mi ha descritto il progetto e i suoi intenti empatici e umanisti, vicinissimi alla mia filosofia, ho accettato senza esitazione.

Spesso ho sentito parlare della Toscana come di una regione ricca di fascino, ma questa parola acquista qui tutto il suo sapore, perché qui vive un autentico spirito del luogo, una reale autenticità. Gli abitanti del paese sono premurosi e attenti, e sono molto partecipi del progetto. È come una grande famiglia. Si avverte una serenità e un sentimento dell’umano inusuale che mi colpisce particolarmente, e crea una sincera connessione tra Panzano e il mio lavoro.

Possiamo in qualche modo parlare di «anno italiano» per Nathalie Decoster?

Direi proprio di sì, ho tantissimi progetti in Italia nel 2019!

30 sculture e 3 foto di grande formato nel Chianti, in Toscana, per il progetto di Panzano Arte, ma non solo.

Alcune mie sculture permanenti sono presenti in un percorso artistico nei giardini della splendida Villa Lario, sul lago di Como, a cominciare dalla piscina a sfioro con vista sul lago. Anche nelle sale interne, nei recessi più segreti di questa intima dimora trovano ospitalità altre mie opere… è uno spazio ideale dove meditare sui contenuti umanisti di cui queste sculture sono portatrici.

Il mio lavoro verrà presentato anche nel corso della 58a Biennale di Venezia fino al 24 novembre 2019, in una mostra dal titolo Nathalie Decoster, Intime Venice, in collaborazione con artigiani locali.

Sempre a Venezia, nella corte di Palazzo Morosini, in Campo Santo Stefano, verrà esposta una scultura monumentale, e inoltre un percorso a sorpresa animerà le strade della città lagunare con numerose opere realizzate insieme a illustri artigiani.