Ritratto

Nathalie Decoster

Nathalie Decoster è un’artista francese nata nel 1965.

Le sculture di Nathalie Decoster sono spesso in bronzo e rappresentano personaggi all’interno di forme geometriche. L’intento dell’artista è trasmettere un messaggio sulla condizione umana, sulla fragilità dell’uomo e sul nostro rapporto con il tempo. Forse il suo pezzo più famoso, che tutti potrebbero ricordare, è quello di una figura androgina che cammina all’interno di un cerchio, “il messaggero”.

Il messaggero rappresenta ognuno di noi e ci racconta la condizione umana. Non senza un tocco di umorismo, mette in luce le piccole assurdità della vita e indica il cammino verso la serenità.

Il suo linguaggio è universale. Pertanto, è un’artista ricercata e ha esposto in tutto il mondo. Si è impegnata in progetti pubblici nelle città.  Si possono vedere le sue opere a San Paolo al Museu Brasileiro de Escultura, MUBE, per le strade di Shangai, sulle rive del Lago di Como in Italia, all’Aeroporto Roissy Charles de Gaulle o al Mandarin Oriental Hotel di Parigi. Nathalie Decoster è anche nota per le sue numerose collaborazioni con personaggi e istituzioni famose, come l’orologiaio Jaeger-Lecoultre, la casa di alta moda Louis Vuitton e persino l’università EDHEC a Parigi.

Ha tenuto conferenze in numerosi paesi. La sua ricompensa è di essere compresa ovunque nel mondo indipendentemente dalla lingua, dalla cultura dall’età o dalla sfera sociale.

Mostre principali

  • Venezia - Biennale d’arte contemporanea, itinerario Intime Venice, 2019
  • Toscana – artista ospite, Itinerario Panzano Arte, 2019
  • Hong Kong - French May Festival – artista ospite, esposizione Pacific Place, maggio 2018
  • Parigi - Aeroporto Roissy Charles de Gaulle, acquisizioni, 2018
  • Chengdu - acquisizione di 3 sculture, 2017
  • Saint-Paul de Vence - esposizione Art en Ciel, estate 2016
  • Megève - Megève welcomes Nathalie Decoster, esposizione, ottobre 2015 – aprile 2016
  • Lago di Como- Villa Lario, esposizione primavera/estate 2015
  • Macao - Biennale des Lions, esposizione e acquisizione, 2014
  • Shanghai - acquisizione, ottobre 2014
  • Londra - Hotel The Grove, Chandler’s Cross, diverse acquisizioni
  • Hong Kong - Bel Air, acquisizione, 2012
  • Abbaye de la Celle - Alain Ducasse, acquisizioni, 2011
  • Ginevra - La Réserve, esposizione, 2011
  • Bordeaux - Château Smith Haut Laffite, acquisizione, 2011
  • Canada - Mission Hill Winery, esposizione, 2011
  • Cannes - Festival di Cannes, esposizione, 2011
  • San Paolo - Museo della Scultura brasiliana, esposizione monografica, 2010
  • Parigi - Mandarin Hotel, acquisizione, 2009
  • Saint-Jean-Cap-Ferrat - Musée de la Villa Ephrussi de Rothschild, esposizione, 2008
  • Ile Maurice - Saint Géran, esposizione, 2006

Le sculture di Nathalie Decoster sono per gran parte in bronzo e spesso rappresentano delle figure inscritte dentro forme geometriche. L’intento dell’artista è trasmettere un messaggio sulla condizione umana, sul rapporto dell’uomo con il tempo e con le sue fragilità. Senz’altro la sua opera più conosciuta e che più di altre la rappresenta è la figura androgina che cammina all’interno di un cerchio. Con leggera ironia l’artista mette in risalto per il suo pubblico le piccole assurdità della vita umana e gli indica il cammino verso la serenità.

Conversazione

con Nathalie Decoster, artista ospite

Il tuo approccio filosofico ti ha permesso di creare un linguaggio umanista e universale che è ormai divenuto il tuo segno distintivo. Da dove trae origine, e in quale forma si presenta?

La mia filosofia è una parte essenziale del mio mondo perché affronta la condizione umana. Per questa ragione nelle mie sculture è sempre e comunque presente una figura umana. Questi personaggi – piccoli o monumentali che siano- sono messaggeri universali e permettono di identificarsi facilmente. Sono sempre racchiusi in una forma geometrica, un cerchio un quadrato, un cubo e a volte sono in movimento. Il fedele messaggero esplora la condizione umana e cerca di guidarci nella ricerca della serenità. Le basi di questa filosofia si ispirano a Seneca: ogni mia scultura ci sussurra uno dei segreti della vita, come se ci fornisse un codice di accesso a un mondo più tranquillo.

Quanto è importante la nozione del tempo nella tua filosofia?

Molte delle mie opere esplorano la relazione che instauriamo con il tempo e la natura, sono il frutto di una lunga riflessione di una riflessione di oltre dieci anni sul tema.

Il pubblico conosce il mio lavoro soprattutto attraverso la scultura iconica del Temps qui passe.
Si tratta della rappresentazione di un uomo che cammina all’interno di un cerchio e gioca  con una visione positiva dello scorrere del tempo che alla fine ci permette di accedere alla saggezza.

Viviamo in una società sempre più preoccupata per la mancanza di tempo e nel mio lavoro cerco di trasmettere speranza e mostrare che nel corso della vita stiamo effettivamente progredendo verso la saggezza.

Come affronti il tema della fragilità umana nelle tue sculture?

E’ vero che affronto spesso la nozione di fragilità umana nelle mie sculture.

È un aspetto affascinante della vita perché è qualcosa che cerchiamo continuamente di nascondere agli altri e tuttavia la nostra fragilità è intrigante, un argomento interessante da esplorare. Pensare di poterlo nascondere è utopia.

Ad esempio,  la mia scultura Frailty Cube (italiques)), presenta una figura umana all’interno di una grande struttura a forma di cubo. Potremmo supporre che questo cubo monumentale protegga la persona al suo interno, ma è un’illusione perché in realtà il vento soffia attraverso il cubo.

Non mancano umorismo e ironia nel tuo lavoro e spesso ti prendi gioco delle assurdità della vita moderna. Come esprimi questi elementi nelle tue opere?

Il tuo lavoro è anche pervaso di ironia, e spesso ti prendi gioco delle assurdità della vita di noi individui moderni. Come esprimi questo sentimento nelle tue opere?

Creo anche sculture molto più leggere e divertenti come Saute-mouton, che scoprirete nel percorso di Panzano Arte. È un riferimento all’infanzia, allo scorrere del tempo e alla vecchia usanza di contare le pecore per addormentarsi.

La mia idea è di sollecitare il pubblico a disconnettersi, un gesto sempre più difficile nelle nostre società moderne in cui tutto è sotto controllo. La mia scultura Dans la lune , ad esempio, esplora il concetto di lasciar andare, qualcosa che oggi, paradossalmente, ci fa sentire in colpa. Le mie sculture cercano di ispirare lo spettatore a seguire un percorso più spirituale.

Come ti ha ispirato il borgo di Panzano e in che modo Panzano Arte trova corrispondenza nel tuo lavoro?

Il mio lavoro mi porta in giro per il mondo e sono più spesso all’estero che in Francia. Ho esposto in Cina, Hong Kong, Stati Uniti, Brasile e Messico, oltre che in numerosi paesi europei. Tuttavia esporre qui a Panzano è come un sogno che si avvera. L’approccio alla vita in questo borgo è in sintonia con la mia filosofia.

Quando Mila Sturm, la curatrice della mostra, mi ha descritto il progetto e i suoi intenti empatici e umanisti, vicinissimi alla mia filosofia, ho accettato senza esitazione.

La gente mi aveva detto che la Toscana è una regione magica. E lo è davvero! Qui vive un autentico spirito del luogo, una reale autenticità. Gli abitanti del paese sono accoglienti e premurosi. Sono anche molto impegnati nel progetto. Si avvertono una serenità e una rara consapevolezza dei valori umani che mi colpiscono  particolarmente e che creano un legame forte tra Panzano e il mio lavoro.

Possiamo in qualche modo parlare di «anno italiano» per Nathalie Decoster?

Direi proprio di si,  Ho numerosi progetti in Italia nel 2019! Naturalmente, 30 delle mie sculture e 3 gigantografie saranno in mostra in Toscana durante Panzano Arte, ma non solo. Alcune mie sculture monumentali sono presenti in un percorso artistico anche nei giardini della splendida Villa Lario sulle rive del Lago di Como, dove saranno esposte fino al 24 novembre 2019. Sarò anche alla 58° Biennale di Venezia in una mostra dal titolo “Nathalie Decoster, Intime Venice” per presentare le mie sculture in collaborazione con gli artigiani locali, in particolare l’artigiana e designer di gioielli veneziana Marisa Convento.